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Calcolo Ires Aliquota 24%

Bilancio con Dati a Scelta e Calcolo Ires

Si consideri il caso della società Beta S.p.a., azienda operante con un unico stabilimento produttivo operante in Campania, la quale, alla fine di un certo anno n presenta, tra gli altri, i seguenti dati:

  • Totale Impieghi = 2.626.875

  • ROI=8%

  • ROS=5,5%

  • Una plusvalenza ordinaria di 80.000;

  • Costi per servizi comprensivi di compensi agli amministratori che verranno pagati nell’esercizio successivo 110.000;

  • Canoni leasing 8.000;

  • Gli ammortamenti fiscalmente ammessi, nel rispetto delle aliquote ministeriali, ammontano a 120.000.

  • I crediti commerciali iscritti nell’Attivo dello stato patrimoniale ammontano a 689.000 euro e il relativo fono rischi è di 20.670 euro.

  • Gli interessi passivi sono interamente deducibili.

  • E’ stata operata ritenuta fiscale sugli interessi attivi .

  • Acconto Ires versato nell’esercizio precedente è pari a 52.000 euro.

Assumendo opportunamente i dati mancanti necessari allo svolgimento, il candidato, proceda a:

1. Redigere il conto economico fino al risultato prima delle imposte, riferito al 31/12 dell’anno n;

2. Calcolare l’IRES a carico dell’esercizio.

Svolgimento

Per la redazione del CONTO ECONOMICO consideriamo gli indici (o vincoli) dettati dalla traccia. Utilizziamo il ROI per determinare il RISULTATO OPERATIVO:

  • ROI= REDDITO OPERATIVO/ TOTALE IMPIEGHI= 8%

REDDITO OPERATIVO= 2.626.875*0,08=210.150

  • Altro vincolo è il ROS, grazie al quale determiniamo il valore dei RICAVI DI VENDITA.

ROS=REDDITO OPERATIVO/ RICAVI DI VENDITA= 5,5%

RICAVI=210.150/0,055=3.820.909

  • Il Valore della Produzione viene ipotizzato pari a : 3.913.000, considerando quanto segue:

    Ricavi (vincolo)=3.820.909

    Variazione delle Rimanenze (ipotesi) =+12.091

    Plusvalenza ordinaria (vincolo)= 80.000

  • I Costi della Produzione si ottengono sottraendo dal Valore della Produzione il Reddito Operativo= 3.913.000-210.150=3.702.850. Per le altre voci si procede per ipotesi, tenendo conto dei vincoli imposti dalla traccia.

  • Infine si ipotizza una Gestione finanziaria positiva.

  • In vista delle novità introdotte dalla direttiva 2013/34 con la pubblicazione del Dlgs 139/2015 non inseriamo la Gestione Straordinaria.

Redigiamo il Conto Economico Abbreviato :

A. VALORE DELLA PRODUZIONE

Ricavi per la vendita di prodotti

3.820.909

+/-Variazione prodotti finiti, de semilavorati e prodotti in corso di lavorazione

12.091

Plusvalenza

80.000

3.913.000

B. COSTI DELLA PRODUZIONE

Costi per materie prime

2.188.500

Costi per servizi

500.000

Costi per godimento beni di terzi

38.000

Costi per il personale (di cui premi INAIL 16.600)

865.600

Ammortamenti

141.300

Svalutazioni crediti iscritti nell’attivo

11.150

Altri costi

13.300

+/-Variazione materie prime, sussidiarie e di consumo

-55.00

3.702.850

A-B

210.150

+/- C. PROVENTI E ONERI FINANZIARI

Interessi passivi bancari

-10.350

Interessi Attivi bancari

29.500

Proventi da partecipazioni

40.000

59.150

+/-D. RETTIFICHE DI ATTIVITA’ FINANZIARIE

0

=RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE

269.300

Determinazione IRES Dovuta :

Risultato Prima delle Imposte

269.300

+ Variazioni in Aumento

Compensi agli amministratori

110.000

Ammortamenti non deducibili

21.300

Quota plusvalenza

16.000

Svalutazione crediti

7.705

– Variazioni in Diminuzione

Plusvalenza

80.000

Imponibile IRES

344.305

IRES 24%

82.633

  • I compensi agli amministratori liquidati ma non pagati, rappresentano VARIAZIONI in aumento, è fiscalmente deducibile per cassa, quindi:

Compenso Amministratore : 110.000

Variazione in Aumento:110.000 (Divergenza deducibile/ Imposta Anticipata).

  • Per la tassazione delle plusvalenze ordinaria, si ipotizza una rateizzazione in 5 esercizi, quindi:

Variazione in diminuzione : 80.000 (Divergenza temporanea T./ Imposta differita)

Variazione in aumento: 80.000/5= 16.000 (Divergenza temporanea D./ imposta anticipata).Nella dichiarazione dei redditi si avrà una variazione in diminuzione per l’intero importo della plusvalenza e una variazione in aumento per l’importo della quota da imputare all’esercizio .

  • Svalutazione Crediti iscritti nel conto economico :11.150

Svalutazione deducibile=crediti iscritti nell’Attivo Circolante:689.000 , limite di deducibilità 0,50% ; Fondo Rischi:20.670. Calcolo 20.670/689.000*100= 3% . E’ possibile procedere a svalutazione poiché il Fondo rischi non supera il 5% dei crediti Commerciali . Quindi: 689.000*0,50%= 3.445 Svalutazione ammessa fiscalmente.

Svalutazione civilistica – Svalutazione fiscale= 7.705 Variazione in aumento

  • Gli ammortamenti non deducibili si ottengono facendo la differenza tra ammortamenti iscritti in bilancio :141.600 e gli ammortamenti fiscalmente ammessi (vincolo). La differenza :21.600 rappresenta una Variazione in Aumento (Divergenza temporanea T./ Imposta differita)

Imposte Anticipate

1/5 Plusvalenza =16.000

Compenso =110.000

Svalutazione = 7.705

Ammortamenti =21.300

155.005*24/100=37.201

Imposte differite

Plusvalenza =80.000

80.000*24/100= 19.200

Ires di competenza: 269.300*24%=64.632

+Imposte Anticipate=37.201

-Imposte differite= 19.200

=Ires dovuta =82.633

Ritenuta fiscale (26%)sugli Interessi attivi bancari: 29.500*26/100=7.670

Registrazioni in PD:

Data

Codice

Conto

Descrizione

Dare

Avere

31/12

8001

Ires dell’Esercizio

Ires dovuta

82.633

31/12

0702

Erario c/Imposte alla fonte

Storno ritenute subite alla fonte

7.670

31/12

0705

Erario c/anticipo Ires

Storno acconto Ires

52.000

31/12

1603

Debiti per Imposte

Saldo Ires da Versare

22.963

31/12

8001

Ires dell’Esercizio

Ires differita di competenza

19.200

31/12

1205

Fondo Imposte differite

Ires differita di competenza

19.200

 

LE ANALISI DI BILANCIO – La riclassificazione dello Stato Patrimoniale

Le analisi di bilancio sono particolari “tecniche” che, mediante confronti tra valori patrimoniali ed economici , facilitano l’interpretazione dei dati contenuti nel bilancio stesso e dei fenomeni aziendali che li hanno generati. Le analisi di bilancio possono essere attuate con due metodologie complementari:

  • • le analisi per indici;
  • • le analisi per flussi.

Le analisi per indici

Gli indici sono numeri che si fanno derivare dal rapporto o dalla differenza tra valori contenuti nel bilancio oggetto di analisi e legate fra loro da relazioni logiche che consentano di cogliere e di valutare importanti aspetti dei fenomeni d’impresa. Gli indici non hanno significato autonomo e non offrono risposte univoche, segnalano soltanto l’esistenza di squilibri, le cui cause andranno approfondite.

L’analisi di bilancio è caratterizzata dalle seguente fasi operative:

  • riclassificare il bilancio;
  • scegliere e calcolare gli indici;
  • coordinare gli indici e redigere una relazione interpretativa

Sviluppiamo il primo punto.

Riclassificare il bilancio

Stato patrimoniale

Per lo Stato patrimoniale la riclassificazione mira ad evidenziare la struttura degli investimenti e la composizione delle fonti di finanziamento. La riclassificazione si effettua secondo il criterio finanziario, in base al quale il patrimonio dell’azienda è visto come un complesso di investimenti in attesa di realizzo e di finanziamenti in attesa di estinzione. I valori dell’attivo sono raggruppati secondo il grado di liquidità, cioè in relazione alla maggiore o minore attitudine degli impieghi a tramutarsi in forma monetaria nel breve periodo. Le fonti sono aggregate in relazione al grado di esigibilità, ossia in funzione del tempo più o meno lungo entro il quale si prevede di sostenere l’esborso monetario. In base al criterio finanziario le attività si collocano nelle seguenti due classi:

attivo corrente ed attivo immobilizzato.

L’ attivo corrente è costituito da tutti gli elementi attivi del patrimonio che presumibilmente torneranno in forma liquida nel breve periodo (12 mesi). L’attivo comprende:

  • liquidità immediate (o disponibilità liquide): si tratta di risorse liquide disponibili presso istituti di credito o presso l’azienda (banca c/c, denaro in cassa,..);
  • liquidità differite (o disponibilità finanziarie): sono costituite da crediti esigibili entro l’esercizio amministrativo;
  • disponibilità di magazzino (o rimanenze): si tratta di giacenze di scorte.

L’attivo immobilizzato è formato da tutti gli elementi attivi patrimoniali destinati a restare durevolmente impiegati nei cicli produttivi aziendali. L’attivo immobilizzato comprende:

  • immobilizzazioni materiali: sono attività tangibili (impianti , macchinari,…) i cui flussi monetari di recupero si prospettano in tempi medio lunghi;
  • immobilizzazioni immateriali: investimenti in fattori privi di consistenza fisica (brevetti,marchi, ..);
  • immobilizzazioni finanziarie: sono investimenti permanenti in titoli e partecipazioni, nonché tutti i crediti di funzionamento e finanziamento scadenti oltre i 12 mesi.

In base la grado di esigibilità le fonti di capitale si distinguono nelle seguenti categorie :

  • passività correnti (o debiti a breve termine): comprende tutti i debiti a scadenza breve, quote correnti di finanziamenti a medio lungo termine, quota corrente del debito per tfr, ratei e risconti passivi, ecc. ;
  • passività consolidate (o debiti a medio lungo termine): sono fonti del capitale di credito con esigibilità superiore all’anno, prestiti obbligazionari, mutui passivi, debiti per tfr, ecc..;
  • capitale proprio : è una fonte di finanziamento che rimane vincolata nell’azienda a tempo indefinito, è rappresentato dal capitale sociale , dalle riserve e dall’utile da accantonare.

TAB1

 

Esercizio _ Riclassificazione Stato Patrimoniale

Lo stato patrimoniale al 31/12/n della società Alfa Spa risulta:

BIL

Sulla base dei dati sopra esposti, procediamo alla riclassificazione dello stato patrimoniale, tenendo conto che l’utile è destinato agli azionisti per euro 144.000.

STATO_PATR