Il capitale economico è il flusso di reddito atteso che l’impresa prevede di realizzare, il valore economico del capitale viene utilizzato per valutare la convenienze di un investimento e/o disinvestimento di complessi aziendali. La determinazione del capitale economico è essenzialmente basata sulla capitalizzazione dei flussi reddituali futuri. E’ espressione di tutte le potenzialità e le condizioni caratterizzanti l’azienda, Il capitale di funzionamento è relativo ad un’azienda che continuerà a svolgere la sua attività in futuro. Si basa sui valori attribuiti alle singole attività e passività, non fornisce alcuna rappresentazione di impieghi e fonti di futura formazione ma esprime soltanto valori di impieghi e fonti concernenti processi produttivi in corso di svolgimento a fine periodo. Il capitale di funzionamento deve essere determinato secondo i principi di ragionevolezza e prudenza. Il capitale netto di bilancio viene espresso nel bilancio di esercizio e condivide con il
capitale di funzionamento le logiche di base e le finalità. Il bilancio è un documento di informazione esterna e potrebbe rappresentare il capitale in maniera difforme dal capitale di funzionamento per la mancata applicazione dei principi di prudenza e ragionevolezza. Si possono configurare le seguenti relazioni:

  • stima corretta del capitale di funzionamento: si applicano i principi di prudenza e
    ragionevolezza;
  • sottostima del capitale di funzionamento : si sottovalutano le attività e/o si sopravvalutano le
    passività;
  • sovrastima del capitale di funzionamento: dovute a stime non ragionevoli né prudenti.

Stima corretta

La valutazione delle attività e delle passività viene fatta nel rispetto dei principi di ragionevolezza e prudenza. Il capitale di funzionamento è inferiore rispetto al capitale economico, la differenza è una riserva potenziale , configura cioè potenzialità non espresse dal capitale di funzionamento ma che potranno concretizzarsi con lo svolgimento dell’attività futura. Il limite superiore è rappresentato dal capitale economico, il limite inferiore dal capitale di funzionamento.

Sottostima

I valori attribuiti alle attività e passività risultano sottostimati e sovrastimati . Il capitale netto di bilancio risulterà inferiore rispetto alla misura che sarebbe stata ottenuta se fossero stati applicati i principi di ragionevolezza e prudenza. La differenza tra capitale di bilancio e capitale di funzionamento genera una riserva occulta. Il capitale di risparmio sarà in parte espresso da riserve palesi e in parte da riserve occulte.

Sovrastima

Si è in presenza di sovrastima di attività e/o sottostima di passività, da cui deriva un più elevato utile. Infatti il capitale netto di bilancio sarà maggiore di quello che si sarebbe determinato se fossero stati correttamente applicati i principi di ragionevolezza e prudenza. Una parte delle riserve potenziali sarà espressa nel prospetto del capitale determinando un incremento del capitale di risparmio. La sovrastima di capitale può non superare il capitale economico (disvelamento) oppure può eccedere il limite superiore rappresentato dal capitale economico. In quest’ultimo caso si parla di annacquamento di capitale. Si tratta di una grandezza priva di significato economico in quanto non recuperabile in futuro.





Esercizio

Considerando i seguenti dati :

  1. Capitale netto di bilancio =4.500.
  2. Capitale conferito =3.500.
  3. Capitale di risparmio =1.000,
  4. Capitale di funzionamento =4.200
  5. Capitale economico =8.000

Si evidenzino le relazioni intercorrenti tra le diverse configurazioni di capitale.

La valutazione del capitale netto di bilancio non è corretta, siamo in presenza di una sovrastima del capitale netto di bilancio. E’ stato anticipato parte del reddito futuro, il redattore non è stato prudente. La differenza tra capitale netto di bilancio e capitale di funzionamento rappresenta un disvelamento.